La seconda lezione di “…se non siam uni” sulle grandi questioni nazionali, si è tenuta domenica 23 ottobre, sempre nella splendida cornice del Salone delle Feste di Palazzo Bastogi a Firenze, sede del Consiglio della Regione Toscana.
Questa volta si è parlato di “Emigrazione e Immigrazione – Dago, Cincali…Vu’ cumprà” insieme a Paola Corti, professore associato di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino, ed Emilio Franzina, professore di Storia contemporanea all’Università di Verona.
Prima che i due relatori prendessero la parola per iniziare la loro lezione a due voci, in sala è stato proiettato il documentario “Gli emigranti di cento anni fa”, sul viaggio e le condizioni che erano costretti a sopportare i nostri emigranti verso l’America tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del primo conflitto mondiale. Il video era tratto dalla puntata dell’11 aprile 2004 di Ulisse, il programma di Alberto Angela.
L’intervento della dottoressa Corti si è concentrato prima sul rapporto dei cittadini con lo Stato, di come questa relazione sia andata a delinearsi col passare degli anni, e poi sullo sviluppo del sentimento nazionale dei cittadini italiani all’estero. E’ emerso che il sentimento anti-italiano all’estero provocò un rifiuto del nazionalismo degli emigranti e solo nel secondo dopoguerra si avviò un processo di riavvicinamento al paese d’origine favorito dall’importante sviluppo che contribuiì inoltre a migliorare l’immagine della nostra nazione all’estero. Nacque così l’immagine positiva del Made in Italy: l’arte, la creatività, il calcio, la cucina tipica ecc. Si sviluppò quindi, all’interno di un quadro internazionale, un riconoscimento di queste qualità sia da parte degli Italiani stessi che da parte di chi veniva in Italia come turista. Su questo fermento culturale si andarono strutturando alcune politiche di Welfare e di procedimenti atti a costruire rapporti redditizi, come ad esempio l’approvazione del diritto di voto da parte dei cittadini italiani all’estero, che diventarono così elementi centrali per poter rilanciare l’economia e il sistema italiano in toto.
Il professor Franzina, invece, ha iniziato il suo intervento analizzando alcune delle notizie (sempre riguardanti il tema dei flussi migratori) riscontrate sui principali quotidiani italiani acquistati casualmente proprio durante il viaggio in treno che lo avrebbe condotto alla sede del Consiglio Regionale.
Prof. Emilio Franzina:
“In politica, chi usa il fattore razzista come paura dell’immigrazione straniera, lo fa solo per beccare voti.”
Sono state molte le tematiche affrontate dal Professore: chi è che emigra? Al fenomeno sono soggetti più gli uomini o le donne? Quali sono le reali motivazioni che spingono a lasciare il proprio paese? Si pensa all’immigrazione come cosa recente, essa nasce invece più di 25 anni fa, “la mobilità territoriale non ha tempo” e uno degli errori più comuni è quello di riconoscerla spesso e volentieri come la causa della criminalità nel nostro paese.
A seguito di numerose domande (dei presenti in sala) alquanto discordanti sulla concezione dello straniero nel nostro paese, il Professore ha riportato alcune testimonianze; tra queste l’esempio di un’immigrata in Brazile che è riuscita a ricostruire la propria vita arrivando ad avere la possibilità di aprire persino un ristorante.
Come sempre, anche le prossime lezioni degli incontri di “…se non siam uni ” si potranno seguire in diretta su www.consiglio.regione.toscana.it e www.intoscana.it.
Inoltre il Consiglio della Regione ha attivato una casella di posta elettronica per raccogliere eventuali domande prima e dopo la lezione stessa: centocinquantesimo@consigli.regione.toscana.it
Le prossime lezioni si terranno a partire dalle 10.30 nel Salone delle Feste di Palazzo Bastogi in via Cavour 18 a Firenze. Saranno tutte ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
QUI trovate la pagina ufficiale su Facebook. QUI potete scaricare il programma in pdf. E non dimenticate che per l’aggiornamento in tempo reale su twitter basta seguire @senonsiamuni oppure il tag #senonsiamuni .
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Vi ricordiamo i prossimi appuntamenti:
Domenica 30 ottobre 2011 ore 10.30
Famiglia e Società – L’Italia formato famiglia
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. (art. 29 Costituzione italiana).
Massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo (E.C. Banfield, Le basi morali di una società arretrata).
Relatori: Daniela Lombardi (Università di Pisa – Società Italiana delle Storiche) e Carlo Corsini (Università di Firenze)
Domenica 13 novembre 2011 ore 10.30
Giovani e No: Generazioni alla prova – La ‘colpa’ della gioventù
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti (L. Mercantini, La Spigolatrice di Sapri)
Non fidarti di nessuno che abbia più di 35 anni (J. Rubin, Do It!).
Vediamo un mondo vecchio che ci sta crollando addosso ormai, ma che colpa abbiamo noi? (The Rockes, Ma che colpa abbiamo noi?)
Relatori: Chiara Saraceno (Wissenschaftszentrum für Sozialforschung, Berlino) e Marco De Nicolò (Università di Cassino)
Domenica 27 novembre 2011 ore 10.30
Leggere e Sapere: la Scuola degli italiani – L’abbecedario di Pinocchio
Vuoi darmi quattro soldi di quest’abbecedario nuovo? (C. Collodi, Pinocchio).
Fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola italiana metta il piede, ci trova dei fratelli (E. De Amicis, Cuore).
Relatori: Tullio De Mauro (Università di Roma, “La Sapienza”) e Ilaria Porciani (Università di Bologna – Società Italiana delle Storiche)
In concomitanza con la lezione del 27 novembre, a Palazzo Bastogi, dal 26 al 30 novembre sarà allestita la mostra “Le pagelle nei 150 anni della scuola elementare in Italia, per una storia che ci ha visto tutti protagonisti“, a cura di Umberto Cattabrini.
Vi aspettiamo!
Tommaso Galli, Martina Maci, Mattia Marasco










